Ufociclismo, per riappropriarsi degli spazi attraverso l'uso della bicicletta

Ufociclismo, per riappropriarsi degli spazi attraverso l'uso della bicicletta Ufociclismo, per riappropriarsi degli spazi attraverso l'uso della bicicletta

L’acronimo UFO può essere fuorviante, ma non vi preoccupate: l’Ufociclismo non ha niente a che fare con alieni, guerre interstellari e astronavi. L’UFO a cui questo libro è interessato riguarda ciò che, volente o nolente, si sottrae al controllo, all’identificazione, alle classificazioni della società e del capitalismo; in altre parole, ciò che costituisce un’alterità rispetto a una catena esperienziale inanellata da déjà-vu.

 

Lo spazio che attraversiamo e in cui viviamo è malleabile, permutabile, reinterpretabile, nonostante cartelli stradali, zone rosse e navigatori satellitari ci raccontino un’altra storia. Il ciclista urbano, che col tempo ha disegnato i suoi percorsi preferenziali, sa di cosa stiamo parlando.

Ufociclismo nasce come forma di resistenza attiva al modello urbano della città fortezza e della città esplicita, offrendo strumenti per descrivere, condividere e valorizzare la pratica spontanea dell’esplorazione e della ridefinizione del territorio, per deaddomesticarsi dalle distopiche atmosfere quotidiane e per predisporsi a strani ed extra-atmosferici incontri.

Il libro sicuramente vivace e ricco di spunti, uscirà 10 ottobre, a cura di Cobol Pondige, scienziato, ufociclista e musicista.

Barbara Venturi

Lavorare nel mondo della moda non le impedisce di dedicarsi alla passione per le biciclette, in particolar modo quelle con un carattere particolare.