Due italiani in evidenza al Brompton World Championship di Londra

Paradossalmente, proprio una gara serve per raccontare il carattere 'urban' delle Brompton, usate a Londra come a Milano da pendolari che la caricano su un treno o in autobus e top manager che odiano il traffico del centro, da studenti modaioli e da ecologisti intransigenti: da più di dieci anni infatti si corre questa gara sui generis in giacca, cravatta e caschetto il cui percorso (8 giri da oltre 2 km ciascuno) ha sfiorato alcuni degli angoli più famosi di Londra tra cui The Mall dove era prevista la partenza, il St James Park e Buckingham Palace.

Hanno vinto i padroni di casa Mark Emsley (al suo terzo trionfo) e Isabel Hastie, rispettivamente primi nella classifica maschile e femminile, entrambi al fotofinish: Emsley ha concluso un solo secondo davanti all'americano Richard Spencer e al ceco Votich Blazejovsky. I primi 13 ciclisti sono finiti nello spazio di soli 4 secondi: decimo è stato il romano Alessandro Rossi, già vincitore della tappa italiana, mentre il veneziano Andrea Scavezzon ha concluso ventesimo assoluto e primo nella categoria 'veterans' (sopra i 50 anni), piazzandosi davanti allo scozzese David Millar, di una dozzina di anni più giovane che solo un paio di stagioni orsono era ancora professionista, capace di vincere due argenti ai Mondiali a cronometro e varie tappe al Tour de France e al Giro d'Italia.

La gara e tutte le attività intorno all'Hospitality Area hanno fatto della Brompton la protagonista del weekend, una bicicletta ormai assurta a icona di Londra esattamente come il bus double deck rosso o come la Rolls Royce: "E 'bello vedere la gente pedalare a Londra. Il Brompton World Championship è il miglior modo per mostrare a tutti quanta gioia c'è nel pedalare e come la nostra bicicletta sia un modo sorprendentemente veloce e divertente per muoversi in città!", ha detto il CEO, Will Butler-Adams al termine della manifestazione.

Giuseppe Battaglia

Ideatore, creatore e maggiore contributor del sito. Spesso le sue idee sono talmente confuse che riescono anche ad avere un senso...