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TEST - Manopole Ergon GC1 BioKork, il conforto a portata di mano Featured

By 10 Aprile 2019
Manopole GC1 BioKork, il conforto a portata di mano Manopole GC1 BioKork, il conforto a portata di mano

Le manopole GC1 BioKork, della giovane e innovativa Ergon, sono nate dall’idea di rispondere appieno alle esigenze e al meritato benessere di commuter e cicloturisti.

Vincitrici nel 2013 del Reddot Design Award, le GC1 BioKork sono il risultato di una perfetta combinazione di materiali prodotti con riguardo all’eco sostenibilità e riciclabili al 100% (sughero portoghese antibatterico e ipoallergenico, e gomma clinicamente approvata, rinforzata con un composto di fibra di vetro).

Con le manopole GC1 BioKork i guanti diventano superflui e, anche se le mani sono messe a dura prova da continue pressioni per le frenate e i percorsi impegnativi, i palmi restano lisci in modo strabiliante.

Il contributo giornaliero delle manopole Ergon GC1 BioKork rende l’andare in bicicletta più piacevole, ove fosse possibile, e meno faticoso.

Ergon GC1 Biokork

Immediatamente confortevoli, hanno un’impugnatura ergonomica che induce ad una corretta postura. Inoltre, il morsetto in alluminio forgiato di cui sono dotate consente di regolarne la posizione, anche più volte se necessario, per una perfetta impugnatura, escludendo comunque ogni tipo di micro spostamento.

Proposte nelle due lunghezze, normale e corta per comando rotante Twist Shifter, le manopole GC1 BioKork fanno percepire subito quanto, anche in una bicicletta da passeggio, persino i dettagli apparentemente trascurabili siano in grado di fare la differenza.

Soprattutto per chi, per citare la stessa Ergon, “vive e respira ciclismo”, e non in senso meramente agonistico. Le manopole GC1 BioKork sono un supporto da non sottovalutare. Se le prendi per mano non le lasci più.

Poco più di 40 euro il loro prezzo al pubblico.

Giada Sciortino

Utilizza la bicicletta principalmente come commuter. Per lei andare a lavorare senza la bici è un'eresia. Sole o pioggia, vento o neve non la spaventano. In bici per 365 giorni l’anno…o quasi.

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