Agnese Gentilini e Giulia Vinciguerra raccontano il ciclismo attraverso una prospettiva femminista, tra autodeterminazione, inclusione e superamento degli stereotipi di genere.
A cento anni dalla storica partecipazione di Alfonsina Strada al Giro d’Italia del 1924, il rapporto tra donne e ciclismo continua a interrogare la società sul diritto alla libertà di movimento. A questi temi è dedicato “Bikeboobs. Guida al ciclismo come pratica femminista”, il libro di Agnese Gentilini e Giulia Vinciguerra, pubblicato il 16 settembre da Le Plurali, con la prefazione di Giulia Siviero.
Nato dall’esperienza del progetto Bikeboobs, che promuove il ciclismo femminile attraverso pedalate collettive, laboratori e percorsi formativi, il volume propone una visione della bicicletta come strumento di emancipazione e trasformazione sociale.
Seguendo idealmente le componenti della bicicletta – telaio, ruote, catena, manubrio, sella, freni e campanello – le autrici affrontano questioni legate al corpo, alla sicurezza, al diritto alla città e alle disuguaglianze di genere.
Attraverso testimonianze, riflessioni teoriche ed esercizi pratici, Bikeboobs invita a superare la concezione del ciclismo esclusivamente come sport, valorizzandone la dimensione sociale e collettiva.
Un percorso che raccoglie idealmente l’eredità di Alfonsina Strada, ricordando come pedalare possa rappresentare ancora oggi un gesto di libertà e autodeterminazione.
Bikeboobs. Guida al ciclismo come pratica femminista
Agnese Gentilini e Giulia Vinciguerra
Editore: le plurali – 178 pagine – 14,00 euro
ISBN: 9791280559746


