Expobici, la ebike sarà protagonista della mobilità del futuro

Modelli da corsa e mountain bike, a disposizione del pubblico nel test day di venerdì, continuano a fare passerella negli stand dei produttori ma il ciclismo italiano emergente è quello urbano e del cicloturismo.

Intorno alla bicicletta da usare tutti i giorni, magari in sostituzione dell’auto, fioriscono infatti una gran quantità di prodotti e nuovi marchi. Le due ruote perdono la loro tradizionale stagionalità, primavera-estate, e si trasformano in mezzi di trasporto da usare tutto l’anno. Così facendo aprono nuovi (e interessanti) mercati per l’abbigliamento, gli accessori e la componentistica.

Stesso discorso vale per le biciclette e i servizi destinati all’escursionismo, dalla gita fuoriporta alla vacanza a pedali. Per la prima volta, all’interno della fiera, un intero padiglione è stato dedicato al turismo a pedali, con una proliferazione di offerte, pacchetti, tour operator specializzati e consorzi di hotel e bed&breakfast bike friendly.

Tanto per dirne una: la mitica Via Francigena, che quest’anno festeggia il ventesimo anniversario dal riconoscimento di Itinerario culturale europeo, l’anno prossimo godrà di un tracciato riservato ai ciclisti (percorso che nella provincia di Siena è già operativo). Tutto questo, più del freno a disco sulle biciclette da corsa o dei nuovi materiali viscoelastici abbinati al carbonio dei telai, stimola un mercato vivace e dinamico ma ancora largamente inespresso.

A livello di prodotto, invece, è la bicicletta elettrica a dominare incontrastata la scena. La tecnologia ha fatto passi da gigante nel giro di pochissimi anni e i risultati si vedono, sia nel campo delle prestazioni sia in quello del design. Le ebike non sono più le goffe biciclette zavorrate da batterie pesantissime e trainate da motorini autonomi.

I modelli di ultima generazione assistono davvero la pedalata del ciclista, aumentandone il rendimento senza però sostituirsi all’azione muscolare. E poi possono avere l’aspetto di filanti bici da trekking, aggressive mountain bike full suspended o funzionali pieghevoli (e sì, ci sono anche un sacco di motorini ben nascosti dentro le bici da corsa!).

Non solo. Sotto diverse forme, le ebike diventano anche mezzi per lavorare, attraverso cargo di qualsiasi dimensioni che permettono agevolmente il trasporto di merci e persone. Anche fino a 250 chilogrammi. Novità interessanti anche sul fronte dell’autonomia, che continua a rappresentare il punto di debolezza di questi mezzi.

A Padova si sono viste anche le prime biciclette dotate del sistema Zehus, che concentra il kit elettrico all’interno del mozzo posteriore e permette di ricaricare la batteria in discesa o sfruttando i tratti di inerzia, e hanno fatto capolino i primi pannelli solari integrati al telaio dei mezzi cargo.

La bicicletta è sul punto di trasformare radicalmente il nostro modo di muoverci, lavorare e trascorre il tempo libero. E, a Padova, è stato possibile sbirciare sul futuro di questa prospettiva visto che il paese ospite di questa edizione era l’Olanda.

Ok, lo sanno tutti che i quasi 17 milioni di olandesi vanno in bici ma i numeri della mobilità orange lasciano davvero a bocca aperta: 14 milioni di spostamenti al giorno, il 15% di tutti gli spostamenti tra i 10 e i 15 chilometri viene fatto pedalando e questo fa sì che alla fine dell’anno i chilometri percorsi in bici siamo 15 miliardi. Cioè lo stesso numero di quelli fatti in treno.

VIA | WIRED