Jakobsen: il ritorno è tra un anno! Featured

By 09 Dicembre 2020
Jakobsen: il ritorno è tra un anno! Jakobsen: il ritorno è tra un anno!
La Deceuninck-QuickStep attende fiduciosa il ritorno del ciclista Fabio Jakobsen: il suo incidente in Polonia del 5 agosto non ha fermato la sua voglia di riscatto. A 80 Km/h sulle transenne a bordo strada l’impatto è stato violento ed ha riportato diverse lesioni.

Il 5 agosto nella prima tappa della corsa del Giro di Polonia l’incidente di Jakobsen causato dal connazionale Groenewegen che si è visto infliggere una pesante squalifica di 9 mesi dalla UCI (Unione ciclistica Internazionale).

Entro un anno il ciclista dovrebbe rientrare in piena attività a detta del medico della società ed è da circa tre mesi che il corridore si sta di nuovo allenando.

Il dottor Vanmol (medico del team) lo sta seguendo molto dal punto di vista psicologico anche se lui stesso specifica che sicuramente la cosa che può interferire di più nella ripresa sono le lesioni a livello fisico che ha avuto, rispetto al risvolto psicologico perché essendo un velocista rispecchia una persona che ha meno paura rispetto ad altre tipologie di corridori.

In secondo luogo, ma non d’importanza minore queste parole del medico: “il corridore non sa quasi niente di come è accaduto il suo incidente.” Spiega Vanmol che in base al suo rapporto con il danno fisico subito e la sua reattività e perseveranza possono dettare i tempi del suo recupero, non tralasciando il suo nuovo intervento chirurgico di gennaio.

Carichi di lavoro saranno correlati al suo graduale recupero, fa capire il medico del team per riaffacciarsi poi ad allenarsi nel gruppo.

Mauro Di Fabrizio

Nasce a Roma il nel 1976 e vive a Pomezia (RM). Appassionato della bici e della scrittura sin da bambino comincia nel 1996 a collaborare con riviste locali nell’ambito del settore ciclistico concatenando le sue due passioni. Collabora ad oggi con magazine on line esprimendo nei suoi articoli giornalistici tutta la sua voglia di comunicare e condividere il fascino dell’evoluzione della bicicletta