Cosa succederebbe se tutti usassero la bici?

L’analisi è stata seriamente presa in considerazione con un’ampia indagine, e la risposta è: saremmo più felici e soddisfatti della nostra vita, saremo più sani, magri e belli, vivremo più a lungo, soprattutto vivremo in società nelle quali, grazie ai soldi pubblici risparmiati (in assistenza sanitaria e giorni persi al lavoro) potremmo godere di servizi migliori su tutti i fronti.

E’ certamente vero che le auto non sono l’unica fonte di inquinamento al mondo, e un po’ mi dispiace per questa categoria di autisti così tristemente démodé, generalmente brutta e cattiva, attaccata con le unghie smaltate e i denti ingialliti ai propri – ormai prossimi alla morte – incredibili privilegi.

Tuttavia le evidenze a vantaggio delle bici sono radicali. La ricerca ha preso in considerazione il Regno Unito, e supposto che le attuali 13 milioni di biciclette divengano 50 milioni. Considerato che le auto emettono il 58% dei gas serra, spiega lo studio, è facile immaginare il risparmio in salute, a cui vanno aggiunte quelle 76 calorie in più che mediamente consumeremo al giorno. 11,5 milioni di euro sarebbero risparmiati in assenteismo.

Se temete per i posti di lavoro legati all’industria dell’auto, pensate che 87mila persone in più verrebbero assunte nell’industria che invece crea bici e accessori. Il settore contribuirebbe all’economia per quasi 14mila euro.

Ma tutto questo non vale nulla a confronto con la vera magia della bicicletta.

Provate: il vento sul viso, lo scorrere della strada alla velocità perfetta, il silenzio, l’ebbrezza dell’equilibrio: andare in bici non fa solo bene alla salute fisica, ma anche a quella mentale. Lo ha rilevato da ultimo un ampio studio appena pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, e condotto su 18mila pendolari: chi andava al lavoro a piedi o in bici era più felice. Chi guida invece ha mostrato il 13% di possibilità in più di sentirsi stressato e non riuscire a concentrarsi. I dati sono stati confermati anche dopo aver preso in considerazione fattori come il benessere economico e la salute generale.

Secondo la ricerca, che conferma altre precedenti indagini, ma davvero tante, la felicità si massimizza per coloro che abbandonano la macchina per la bici. Secondo i ricercatori, i vantaggi “intangibili” come questi dovrebbero essere presi in considerazione quando si fanno scelte politiche sulla mobilità urbana, valutando che si sente meglio (rispetto agli automobilisti) anche chi usa i trasporti pubblici.

Perché sì, – lasciate perdere Trenitalia e la Circumvesuviana – quando i mezzi funzionano possono davvero essere una parentesi felice: ti danno la possibilità di rilassarti, di fare in tranquillità quella chiacchierata al telefono o altre cose impensabili per gli automobilisti, come leggere un libro o il giornale (colpa di nessuno se invece scegliete di postare compulsivamente e continuare ad essere infelici). Cosa che amo ancora di più, i mezzi ti danno modo di conoscere persone assurde o scambiare due sane, inutili, chiacchiere.

VIA | WIRED


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